sabato 28 marzo 2015

Tramonti sul Circeo



Per rendere interessante una scena è necessario tener conto del giusto gioco di ombre e di luci. Purtroppo però la luce cambia e le ombre sono pronte a scomparire non appena il sole smette di brillare. E' per questo che ho educato la mia mano a diventare veloce, perchè l'oscurità non riesca mai a raggiungermi prima che io abbia finito. Succede però che delle volte ti coglie di sorpresa, o quasi, e allora chiudi il taccuino, ti godi il tramonto e torni a casa. Come diceva Rossella O' Hara: domani è un nuovo giorno.

mercoledì 18 marzo 2015

Blu#1 - l'Abbraccio


Ci sei sempre stata, sei entrata nei miei sogni ancora prima che io potessi stringerti tra le mie braccia.

martedì 10 marzo 2015

Fragili equilibri e bellezze da difendere



Promontorio del Circeo





"Edificata con lucenti pietre


Di Circe ad essi la magion s'offerse,

Che vagheggiava una feconda valle.

[...]

Giunti alle porte, la deessa udiro

Dai bei torti capei, Circe, che dentro

Canterellava con leggiadra voce,

Ed un ampia tessea, lucida, fina,

Meravigliosa, immortal tela, e quale

Della man delle dive uscir può solo."

(citazione tratta dal Libro decimo dell'Odissea di Omero)



Forse dovrebbe essere il silenzio a raccontare questi luoghi, forse sono le parole non dette, quelle che soffocano in gola, a dover descrivere quello che si preferisce dimenticare. Quella del Circeo è una delle aree naturali più ricche e affascinanti di tutta l'Italia. Un territorio ostile, ma al contempo ricco e fragile, una terra le cui ferite sono ancora aperte e ben visibili, i cui equilibri sono in bilico e minati dalle facili e irresponsabili scelte di uomini insensibili, sempre più ingordi e irrimediabilmente inconsapevoli per preoccuparsene.

In molti hanno varcato i confini di questo territorio che, a partire dal XVII secolo, è diventato una delle mete più ambite del Grand Tour in Italia: scrittori, artisti, aristocratici e avventurieri ne hanno descritto e/o dipinto la bellezza e la natura selvaggia. Da Omero a Goethe, nessuno è mai rimasto impassibile al fascino di queste terre.

Non esiste luogo in tutta la pianura pontina (ma anche oltre) in cui, guardando l'orizzonte, non ci si ritrovi ad ammirare l'inconfondibile profilo del Promontorio del Circeo, icona e simbolo del Parco Nazionale istituito nel 1934 (il terzo in Italia dopo il Parco del Gran Paradiso e quello d'Abruzzo): una delle aree naturali più belle e particolari del nostro Paese, ma anche tra le più fragili, un'incomparabile ricchezza che rischiava la scomparsa già durante i tagli alla foresta effettuati durante le radicali azioni di bonifica avvenute su tutta l'area pontina.


sughera
Cormorano







Il Parco del Circeo comprende diverse zone: la Foresta (le tre aree di Riserva Naturale Integrale costituite dalla Piscina delle Bagnature, la Piscina della Gattuccia e la Lestra della Coscia), il Lago di Sabaudia, la Duna Litoranea, il Promontorio, i laghi costieri di Fogliano, Monaci, Caprolace e l'incontaminata isola di Zannone.

L'insieme di queste aree costituisce una delle più importanti zone umide d'Interesse Internazionale, ai sensi della Convenzione di Ramsar (Iran 1971). Tutta l'area offre un habitat particolarmente idoneo alla sosta, la nidificazione e lo svernamento di numerosissime specie dell'avifauna migratoria.
Inoltre la Selva di Circe è tra le più estese foreste planiziarie d'Italia e racchiude un ecosistema particolarmente ricco e vario , una "Riserva della Biosfera", così come dichiarato nel 1977, nell'ambito del programma M.A.B. (Uomo e biosfera) patrocinato dall'Unesco.

Questo territorio offre suggestivi scenari naturali, sempre mutevoli e di rara bellezza.  Sono più di 260 le specie di uccelli acquatici che popolano le aree del Parco. A questi bisogna poi aggiungere tutti i mammiferi, il tasso, la volpe, la lepre, il riccio, il moscardino, il daino, i rettili e gli anfibi che abitano le zone palustri, il Picchio, i Rapaci e le moltissime altre creature che hanno fatto di questa striscia di terra la loro casa: tutto questo rende questo luogo un vera oasi di natura e bellezza.

Ho iniziato un lavoro molto più approfondito di ricerca e disegno dal vero in queste zone più o meno da tre anni. Pur vivendo qui dal 2004, non avevo mai sentito questa necessità finché non mi sono allontanata da questi luoghi ed ho potuto osservarli a distanza. Questo è successo nel 2005 quando sono andata a stare per un anno sull'Appennino ligure-tosco-emiliano. Al mio ritorno sono riuscita ad apprezzare questa terra in modo diverso, libera da ogni preconcetto, e questo mi ha dato anche la possibilità di scoprire numerose similitudini con altre realtà che già conoscevo, quelle che amo definire "le terre di confine". L'Italia è un paese bellissimo, ogni regione, città, paese, o frazione, costituiscono un mondo a sé stante, con regole, usanze, cucine e dialetti che li caratterizzano e li distinguono gli uni dagli altri, ma che al tempo stesso li accomunano. Poi ci sono le zone di confine tra regione e regione, tra paese e paese, tra frazione e frazione...queste sono terre di/in transizione, terre di nessuno: luoghi in cui tutti sono di passaggio e nessuno rimane, in cui tutti s'incontrano ma non convivono tra loro e non stai dalla parte di nessuno perchè nessuno è dalla tua parte. Sono zone dimenticate in cui, per chi ne ha la volontà, c'è molto da poter costruire, ma allo stesso tempo, da poter distruggere agendo inosservati. Questi e molti altri sono gli aspetti sui quali m'interessa indagare e, nel frattempo, vorrei documentare quello che penso sia un patrimonio naturale meraviglioso e raro che abbiamo il dovere di difendere e preservare.












Fonti utilizzate per questo articolo:

"Parco Nazionale del Circeo - Immagini di natura, storia e mito", Istituto Pangea Onlus Editore, 2012
http://www.parcocirceo.it/


sabato 28 febbraio 2015

giorni di sole - Garzetta e Libellule

La Bellezza la si può trovare lontana dai luoghi in cui tutti la cercano. Spesso si nasconde e agisce solo se inosservata. L'occhio umano è troppo curioso e inopportuno, tende ad inquinare il momento inatteso entro il quale la meraviglia ama manifestarsi. Così resto distante, in silenzio, quasi immobile, solo il colore e la matita scivolano sulla carta ruvida. Non sento più la necessità d'immortalare un momento, piuttosto cerco di apprezzarne la mutevolezza, tento d'indagare su quel "tutto" che passa per un istante.