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Visualizzazione dei post da 2015

Studio a matita di due contadini che bevono Lambrusco in osteria

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studio a matita su carta vergata 17x24cm, 2015

Impressioni più o meno distorte. Chiacchiere, lambrusco e prugnolino in un'osteria emiliana.

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Impressioni in un'osteria emiliana. Tecnica mista su carta 11x17cm  Quella sera girammo a lungo in auto in cerca di un pub o un'osteria aperta in cui fermarci, qui se non conosci i posti e le strade, puoi rimanere a vagare per l'eternità senza trovare nulla. Non ricordo esattamente il nome del luogo, so solo che ci trovavamo più o meno nei pressi di Anzola quando trovammo quello che ci sembrò una sorta di bar/osteria. Decidemmo di fermarci, anche perchè non vedevamo altre alternative. Avremmo preso una birra, fatto due chiacchiere e poi saremmo ritornati a Bedonia.Vicino l'osteria scorreva un fiume, ci trovavamo abbastanza in alto e si poteva raggiungere il bosco anche a piedi. Il panorama era bellissimo, solo le stelle e la luna illuminavano la strada: neanche un lampione finchè non siamo arrivati vicino la piazzetta sulla quale affacciava l'osteria che, tra l'altro, aveva solo due lampade sotto il porticato che segnalavano l'entrata. Ricordo il freddo

Solitudini - Appennino tosco-emiliano-ligure

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Da queste parti alcune solitudini sembrano incolmabili, con vuoti privi di suono. L'oscurità si affaccia in strada sbirciando dalla fessura di una porta, nascondendo i suoi segreti dietro il vetro incrinato di una finestra.    Marzo 2013, in viaggio lungo la transappenninica tosco-ligure-emiliana Grafite e inchiostro su carta vergata - 2015

In questi giorni sulla mia scrivania...

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Continuo a lavorare alle tavole sull'Appennino tosco-emiliano-ligure. Qualche giorno fa mi sono ricordata di un piccolo uccellino che aveva nidificato sull'albero che si alzava proprio davanti alla finestra della nostra camera da letto a Pontestrambo. Il suo cinguettio mi faceva compagnia, specie il pomeriggio, quando lavoravo alla mia scrivania. Dopo tutti questi anni, ora so che il mio piccolo amico era un Codibugnolo. Ne ho realizzato due versioni, ma sono ancora incerta su quale tra le due finirà per essere pubblicata. Questa sera invece mi sono imbattuta tra gli appunti scritti a Strepeto, tra marzo e aprile del 2005, durante i miei primi viaggi in Appennino. In quei giorni ero ospite di amici, la loro casa era costruita proprio ai confini del bosco, in verità era ai confini un po' di tutto, e si godeva di un bellissimo panorama che affacciava sul Monte Penna.  Volevo dipingere la montagna, la rupe, le nebbie intorno, l’imperscrutabile cima e l’inafferrabile prof

Alice

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Alice, matita su sketchbook, 2015

Giorni di Neve. Terre d'incanto e di confine | work in progress.

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Ricordo bene i giorni trascorsi a Piane di Carniglia. Dicembre 2005: lunghi giorni di neve, moltissima neve, come da tanto non ne cadeva...così ci disse il nostro vicino mentre spalavamo insieme quella che ci bloccava il viale. Di quei pomeriggi ricordo il "vero" silenzio, una sensazione che spaventa se non si è abituati. Non un rumore, solo l'odore dei camini e delle stufe a ghisa accese . Ero spesso sola, ma questo mi piaceva. Ho goduto di tutto il silenzio, di tutta la pienezza di quel vuoto e della feconda solitudine che riempiva le lunghe giornate sull'Appennino. Dalla finestra, giorni di neve Piane di Carniglia (Appennino parmense) grafite e inchiostro su carta vergata 30x32cm

Basilicata - Appunti di viaggio 2012

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Continuo a lavorare...metto in ordine gli appunti e raccolgo vecchio materiale cercando qualche spunto per i nuovi lavori. Di seguito qualche pagina da un vecchio taccuino del 2012 disegnato durante un viaggio tra Craco e Matera...

Terre d'Incanto e di Confine. Il grande castagno nel bosco di Strepeto

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3 giugno 2005, Strepeto (località del comune di Bedonia, provincia di Parma) Abbiamo camminato lungo il sentiero di castagni, nel bosco di Strepeto. Siamo distanti una decina di chilometri da Pontestrambo a quasi 800 metri slm. Ci spostiamo praticamente sul confine, qui non si sa più se è Emilia o Liguria. Gli alberi di questo bosco sembrano Dei che riposano e osservano fingendosi immobili. Sono rimasta a lungo seduta su di un tronco ricoperto dal muschio umido, fresco e soffice. Mi è sembrato di poter sentire il respiro di questa terra. Ho disegnato su un ritaglio di carta quello che mi è sembrato il volto dell’albero.

Una madre

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Una madre , bozzetto grafite e acquerello su carta cm30x40, anno 2015

Le luci di settembre, verso sera nella Foresta Demaniale del Circeo

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Ancora una volta ho deciso di andare a fare una passeggiata nel bosco di Cerasella con l'intento di raccogliere materiale di studio. Questa volta con me son venuti Sofi e Federico, due ragazzi eccezionali che ho felicemente accompagnato a vedere il parco per la prima volta. Arriviamo nella zona del Parco verso le 15.30. Le piscine sono secche, ma la foresta è rigogliosa. C'è profumo di menta selvatica, ce ne sono a cespugli lungo i sentieri, sotto gli alberi e costeggiano l'intero percorso.  fiore di menta, Foresta Demaniale, Parco Nazionale del Circeo Abbiamo attraversato tutto il parco a piedi e al ritorno abbiamo imboccato uno dei sentieri laterali addentrandoci verso l'interno della riserva. Verso le 18.00 una magnifica luce ci ha regalato visioni stupende. Luci di settembre, Foresta Demaniale del Parco Nazionale del Circeo 2015

Lungo i sentieri della Selva di Circe

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La Foresta Demaniale del Parco del Circeo è quanto di più vicino è rimasto allo stato originale di quello che un tempo erano gli 11.000 ettari di paesaggio palustre della Selva di Terracina .  Partendo da Cerasella (ingresso al parco lungo la SS 148 Pontina, in prossimità della Migliara 51), è possibile ammirare le famose " piscine ", le zone umide risparmiate alla bonifica e che oggi rappresentano un'importante riserva naturale che si estende per 3.300 ettari: la Piscina della Verdesca che è la più accessibile, la Piscina della Gattuccia e Piscina della Bagnature che invece rappresentano le Riserve Integrali che si trovano nelle aree più interne.  Acquerello e grafite su  sketchbook, 2015 Acquerello e grafite su sketchbook, 2015

Rocca Massima ore 23.00. Agosto 2015

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Rocca Massima a 735m s.l.m. rappresenta il più alto e l'ultimo paese a nord della provincia di Latina, alla quale fu accorpato nel 1932. Da qui si può godere di una vista panoramica di quasi 360 gradi che abbraccia l'intera pianura, da mozzare il fiato. Proprio dietro la Chiesa del Carmine, sorge l'impianto  Flying in the sky , il volo dell'angelo più lungo del mondo. Di seguito uno schizzo a carboncino sul mio taccuino della chiesetta con uno scorcio del panorama. 

Torre Astura

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Torre Astura segna il confine tra la provincia di Roma e quella di Latina, rimase immersa dalla foresta palustre finchè non vi fu la bonifica. Dagli scritti di Gregorovius risalenti alla metà del 1800, si evince che a Nettuno finivano le tracce di civiltà umana, alle spalle della duna costiera cominciava il deserto pontino fino a Terracina.  Questo luogo ha stuzzicato l'immaginario di molti letterati e viaggiatori, ancora oggi il suo fascino l'ha reso protagonista nelle scenografie di diverse produzioni cinematografiche. Per arrivare a Torre Astura bisogna percorrere un bel tratto di spiaggia a piedi, un paio di chilometri circa. Tutta la zona si trova all'interno del Poligono militare di Nettuno che comprende 8 chilometri di costa tirrenica e macchia mediterranea utilizzata per le esercitazioni ( e non farò commenti a riguardo anche se ci sarebbe molto da dire...).  Siamo arrivati sul posto di presto mattino, questo mi ha permesso di fare un paio di studi dal vero

Passo Cento Croci - in viaggio lungo la Transappenninica emiliano-ligure

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Questo luogo ha una storia  avvincente. Ci troviamo a quota 1055 metri s.l.m., in parallelo c'è il Passo del Bocco, al valico che separa la Val di Vara dall'Emilia e che si affaccia sul Monte Gottero. Questo posto, nel Medioevo, prese il nome di "Centocrucis", ed è lo scenario di antiche storie e credenze popolari. Il Passo Cento Croci era un importante valico lungo la tratta appenninica, specie per i commercianti. Si narra che una notte infuriava una forte tempesta e un mercante diretto in Liguria si fermò all'ostello di San Michel. Questi, invece di essere accolto dai frati che ben conosceva, fu aggredito da alcuni briganti spacciatisi per frati e venne derubato e accoltellato. Quella stessa notte alcuni contadini vennero destati dall'abbaiare del loro cane: quando uscirono di casa per controllare cosa stesse succedendo, sentirono un lugubre lamento nell'aria. I contadini distavano poco lontano dall'ostello. Il cane, appena libero, prese

Berceto e il Santo Graal - in viaggio lungo la Transappenninica Tosco - Emiliana

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Berceto fu una tappa significativa per i pellegrini della via Francigena che transitavano nel parmense. Era l'ultima mansio prima del Passo della Cisa. La chiesa, oggi Duomo, fu dedicata al Santo Vescovo di Remes, morto a Berceto nel 730, ma risale al 712 e costruita per volontà di Liutprando. E' una delle tante strutture volute dai sovrani longobardi lungo la Romea per consolidare il proprio controllo, contrapponendosi alle vie alternative che dirigevano verso sud e governate dai Bizantini.      Il Duomo di Berceto stupisce per la sua particolare bellezza, ma è anche un luogo di mistero legato anche la vicenda del Santo Graal. All'interno della chiesa c'è anche un piccolo, ma bellissimo, museo nel quale sono custodite diverse importanti reliquie, tra cui un calice di vetro rinvenuto nella tomba di un monaco francese proveniente da Remes. Nella lunetta sopra il portale del Duomo. è rappresentato un fanciullo che raccoglie il sangue di Gesù in un'anfora.       

Valmozzola - in viaggio lungo la Transappenninica Tosco-Ligure-Emiliano

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                                                                                       Diario di Viaggio, aprile 2013 (provincia di Parma) Ci troviamo in Valmozzola, più precisamente località Matogna, frazione di San Martino di Valmozzola nella provincia di Parma. Questi luoghi sono legati all'antica storia del feudo degli Obertenghi, una delle più grandi dinastie risalenti al medioevo e dalle quali derivano le grandi famiglie degli Estense, Malaspina e Pallavicino. Questa era una zona di collegamento con la Via degli Abati, la variante appenninica della Via Francigena che porta da Bobbio a Pontremoli, attraversando l' Appennino tosco-emiliano lungo un tratto di 190 km.   Siamo ospiti a  Palazzo Filagni, un'antica "casa-forte" ascrivibile al XIII secolo. Nel cortile c'è una quercia secolare meravigliosa, grande a tal punto che, per quanto mi sforzi, sembra impossibile far sì che possa entrare in un foglio. E' la seconda volta che vengo in ques

Il Bosco Sacro di Bomarzo - 48th Sketchcrawl

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Quella di Bomarzo è una storia che profuma di antichi misteri, di magia di principi, di dame e paladini, ma soprattutto di amore...di amore per l'arte, per la terra, per una donna: Giulia Farnese. E' a lei che è stato dedicato questo parco. Dopo la sua morte, nel 1560, il Principe Orsini, suo marito, passò 25 anni studiando per la costruzione della sua "Villa delle Meraviglie". La progettazione e la realizzazione del Parco fu affidata all'architetto Pirro Ligorio, ma molti artisti del tempo furono ispirati da cotanta bellezza, come l'Annibal Caro, il Bitussi e il Cardinale Modruzzo, al punto che per esprimere la loro meraviglia vollero lasciare sul posto incisioni di epigrafi e versi. "Sol per sfogare il core", questa è la ragione per la quale il Principe Orsini intraprese la costruzione del Parco, un labirinto di simboli alchemici e statue mitologiche gigantesche, dove "dame e paladini potessero andare in cerca dei loro desideri, vagando fino

Latina, giugno duemilaquindici. Verso sera, passeggiando lungo i laghi costieri...

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Suggestioni dalla Palude Pontina #2

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Tecnica mista su carta 50x70cm - anno 2015 L'acqua è custode delle memorie di questa terra, racconta le emozioni rimaste attaccate a questi luoghi,  la storia del suo popolo.  L'acqua è custode di tutti i segreti.

47th World Wide SketchCrawl

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47th World Wide SketchCrawl, passeggiata sul lungo mare fino a Torre Astura. Il profilo dell'antica torre schizzato da lontano in pochissimi minuti, poche linee veloci e qualche macchia di colore per fermare l'attimo...nulla di più. Una foto scattatami dal mio amico e collega Luca Ferullo, mentre disegnavo.

Giorni di lavoro

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Circea, trasfigurazione

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Circea, trasfigurazione bozzetto ad acquerello e grafite su carta cm27x38, anno 2015

Tramonti sul Circeo

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Per rendere interessante una scena è necessario tener conto del giusto gioco di ombre e di luci. Purtroppo però la luce cambia e le ombre sono pronte a scomparire non appena il sole smette di brillare. E' per questo che ho educato la mia mano a diventare veloce, perchè l'oscurità non riesca mai a raggiungermi prima che io abbia finito. Succede però che delle volte ti coglie di sorpresa, o quasi, e allora chiudi il taccuino, ti godi il tramonto e torni a casa. Come diceva Rossella O' Hara: domani è un nuovo giorno.

Morte e rinascita del Faust

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studio ad acquerello e grafite su carta fatta a mano, 2015

Blu#1 - l'Abbraccio

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Ci sei sempre stata, sei entrata nei miei sogni ancora prima che io potessi stringerti tra le mie braccia.

Fragili equilibri e bellezze da difendere

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Promontorio del Circeo "Edificata con lucenti pietre Di Circe ad essi la magion s'offerse, Che vagheggiava una feconda valle. [...] Giunti alle porte, la deessa udiro Dai bei torti capei, Circe, che dentro Canterellava con leggiadra voce, Ed un ampia tessea, lucida, fina, Meravigliosa, immortal tela, e quale Della man delle dive uscir può solo." (citazione tratta dal Libro decimo dell'Odissea di Omero) Forse dovrebbe essere il silenzio a raccontare questi luoghi, forse sono le parole non dette, quelle che soffocano in gola, a dover descrivere quello che si preferisce dimenticare. Quella del Circeo è una delle aree naturali più ricche e affascinanti di tutta l'Italia. Un territorio ostile, ma al contempo ricco e fragile, una terra le cui ferite sono ancora aperte e ben visibili, i cui equilibri sono in bilico e minati dalle facili e irresponsabili scelte di uomini insensibili, sempre più ingordi

giorni di sole - Garzetta e Libellule

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La Bellezza la si può trovare lontana dai luoghi in cui tutti la cercano. Spesso si nasconde e agisce solo se inosservata. L'occhio umano è troppo curioso e inopportuno, tende ad inquinare il momento inatteso entro il quale la meraviglia ama manifestarsi. Così resto distante, in silenzio, quasi immobile, solo il colore e la matita scivolano sulla carta ruvida. Non sento più la necessità d'immortalare un momento, piuttosto cerco di apprezzarne la mutevolezza, tento d'indagare su quel "tutto" che passa per un istante.

Studi di nudo dal vero

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