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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

Lungo i sentieri della Selva di Circe

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La Foresta Demaniale del Parco del Circeo è quanto di più vicino è rimasto allo stato originale di quello che un tempo erano gli 11.000 ettari di paesaggio palustre della Selva di Terracina .  Partendo da Cerasella (ingresso al parco lungo la SS 148 Pontina, in prossimità della Migliara 51), è possibile ammirare le famose " piscine ", le zone umide risparmiate alla bonifica e che oggi rappresentano un'importante riserva naturale che si estende per 3.300 ettari: la Piscina della Verdesca che è la più accessibile, la Piscina della Gattuccia e Piscina della Bagnature che invece rappresentano le Riserve Integrali che si trovano nelle aree più interne.  Acquerello e grafite su  sketchbook, 2015 Acquerello e grafite su sketchbook, 2015

Rocca Massima ore 23.00. Agosto 2015

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Rocca Massima a 735m s.l.m. rappresenta il più alto e l'ultimo paese a nord della provincia di Latina, alla quale fu accorpato nel 1932. Da qui si può godere di una vista panoramica di quasi 360 gradi che abbraccia l'intera pianura, da mozzare il fiato. Proprio dietro la Chiesa del Carmine, sorge l'impianto  Flying in the sky , il volo dell'angelo più lungo del mondo. Di seguito uno schizzo a carboncino sul mio taccuino della chiesetta con uno scorcio del panorama. 

Torre Astura

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Torre Astura segna il confine tra la provincia di Roma e quella di Latina, rimase immersa dalla foresta palustre finchè non vi fu la bonifica. Dagli scritti di Gregorovius risalenti alla metà del 1800, si evince che a Nettuno finivano le tracce di civiltà umana, alle spalle della duna costiera cominciava il deserto pontino fino a Terracina.  Questo luogo ha stuzzicato l'immaginario di molti letterati e viaggiatori, ancora oggi il suo fascino l'ha reso protagonista nelle scenografie di diverse produzioni cinematografiche. Per arrivare a Torre Astura bisogna percorrere un bel tratto di spiaggia a piedi, un paio di chilometri circa. Tutta la zona si trova all'interno del Poligono militare di Nettuno che comprende 8 chilometri di costa tirrenica e macchia mediterranea utilizzata per le esercitazioni ( e non farò commenti a riguardo anche se ci sarebbe molto da dire...).  Siamo arrivati sul posto di presto mattino, questo mi ha permesso di fare un paio di studi dal vero

Passo Cento Croci - in viaggio lungo la Transappenninica emiliano-ligure

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Questo luogo ha una storia  avvincente. Ci troviamo a quota 1055 metri s.l.m., in parallelo c'è il Passo del Bocco, al valico che separa la Val di Vara dall'Emilia e che si affaccia sul Monte Gottero. Questo posto, nel Medioevo, prese il nome di "Centocrucis", ed è lo scenario di antiche storie e credenze popolari. Il Passo Cento Croci era un importante valico lungo la tratta appenninica, specie per i commercianti. Si narra che una notte infuriava una forte tempesta e un mercante diretto in Liguria si fermò all'ostello di San Michel. Questi, invece di essere accolto dai frati che ben conosceva, fu aggredito da alcuni briganti spacciatisi per frati e venne derubato e accoltellato. Quella stessa notte alcuni contadini vennero destati dall'abbaiare del loro cane: quando uscirono di casa per controllare cosa stesse succedendo, sentirono un lugubre lamento nell'aria. I contadini distavano poco lontano dall'ostello. Il cane, appena libero, prese

Berceto e il Santo Graal - in viaggio lungo la Transappenninica Tosco - Emiliana

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Berceto fu una tappa significativa per i pellegrini della via Francigena che transitavano nel parmense. Era l'ultima mansio prima del Passo della Cisa. La chiesa, oggi Duomo, fu dedicata al Santo Vescovo di Remes, morto a Berceto nel 730, ma risale al 712 e costruita per volontà di Liutprando. E' una delle tante strutture volute dai sovrani longobardi lungo la Romea per consolidare il proprio controllo, contrapponendosi alle vie alternative che dirigevano verso sud e governate dai Bizantini.      Il Duomo di Berceto stupisce per la sua particolare bellezza, ma è anche un luogo di mistero legato anche la vicenda del Santo Graal. All'interno della chiesa c'è anche un piccolo, ma bellissimo, museo nel quale sono custodite diverse importanti reliquie, tra cui un calice di vetro rinvenuto nella tomba di un monaco francese proveniente da Remes. Nella lunetta sopra il portale del Duomo. è rappresentato un fanciullo che raccoglie il sangue di Gesù in un'anfora.       

Valmozzola - in viaggio lungo la Transappenninica Tosco-Ligure-Emiliano

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                                                                                       Diario di Viaggio, aprile 2013 (provincia di Parma) Ci troviamo in Valmozzola, più precisamente località Matogna, frazione di San Martino di Valmozzola nella provincia di Parma. Questi luoghi sono legati all'antica storia del feudo degli Obertenghi, una delle più grandi dinastie risalenti al medioevo e dalle quali derivano le grandi famiglie degli Estense, Malaspina e Pallavicino. Questa era una zona di collegamento con la Via degli Abati, la variante appenninica della Via Francigena che porta da Bobbio a Pontremoli, attraversando l' Appennino tosco-emiliano lungo un tratto di 190 km.   Siamo ospiti a  Palazzo Filagni, un'antica "casa-forte" ascrivibile al XIII secolo. Nel cortile c'è una quercia secolare meravigliosa, grande a tal punto che, per quanto mi sforzi, sembra impossibile far sì che possa entrare in un foglio. E' la seconda volta che vengo in ques