Passo Cento Croci - in viaggio lungo la Transappenninica emiliano-ligure




Questo luogo ha una storia  avvincente. Ci troviamo a quota 1055 metri s.l.m., in parallelo c'è il Passo del Bocco, al valico che separa la Val di Vara dall'Emilia e che si affaccia sul Monte Gottero. Questo posto, nel Medioevo, prese il nome di "Centocrucis", ed è lo scenario di antiche storie e credenze popolari. Il Passo Cento Croci era un importante valico lungo la tratta appenninica, specie per i commercianti.
Si narra che una notte infuriava una forte tempesta e un mercante diretto in Liguria si fermò all'ostello di San Michel. Questi, invece di essere accolto dai frati che ben conosceva, fu aggredito da alcuni briganti spacciatisi per frati e venne derubato e accoltellato. Quella stessa notte alcuni contadini vennero destati dall'abbaiare del loro cane: quando uscirono di casa per controllare cosa stesse succedendo, sentirono un lugubre lamento nell'aria. I contadini distavano poco lontano dall'ostello. Il cane, appena libero, prese a correre finché non raggiunse l'orlo di un pozzo dal quale proveniva quel suono. I contadini si avvicinarono al pozzo vicino l'ostello e quello che illuminarono con le loro lanterne fu uno spettacolo raccapricciante: un mucchio di morti ammazzati sul quale giaceva anche il corpo del mercante in agonia. I cadaveri erano 100, probabilmente tutti ospiti di passaggio per l'ostello. Tra questi furono riconosciuti anche i frati, uccisi da quella che doveva essere una banda di briganti della zona. La storia vuole che i malviventi furono presi e linciati dai contadini, ma la leggenda narra che furono inceneriti da un fulmine.
Nel 2013, l'anno in cui ho scattato le foto che seguono, il Passo si presentava così: non è che poi abbia perso quel nonsochè di lugubre che da sempre lo contraddistingue.




Meravigliosa invece è la vista sulla vallata che si affaccia sul Monte Gottero....almeno quella!









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