Impressioni più o meno distorte. Chiacchiere, lambrusco e prugnolino in un'osteria emiliana.

Impressioni in un'osteria emiliana. Tecnica mista su carta 11x17cm
 Quella sera girammo a lungo in auto in cerca di un pub o un'osteria aperta in cui fermarci, qui se non conosci i posti e le strade, puoi rimanere a vagare per l'eternità senza trovare nulla. Non ricordo esattamente il nome del luogo, so solo che ci trovavamo più o meno nei pressi di Anzola quando trovammo quello che ci sembrò una sorta di bar/osteria. Decidemmo di fermarci, anche perchè non vedevamo altre alternative. Avremmo preso una birra, fatto due chiacchiere e poi saremmo ritornati a Bedonia.Vicino l'osteria scorreva un fiume, ci trovavamo abbastanza in alto e si poteva raggiungere il bosco anche a piedi. Il panorama era bellissimo, solo le stelle e la luna illuminavano la strada: neanche un lampione finchè non siamo arrivati vicino la piazzetta sulla quale affacciava l'osteria che, tra l'altro, aveva solo due lampade sotto il porticato che segnalavano l'entrata. Ricordo il freddo, e ricordo che prima di entrare mi fermai un attimo dietro i vetri della finestra per guardare dentro. La prima cosa che notai fu che, a parte la moglie e la nuora dell'oste, non c'era neanche una donna. Solo uomini, dal vecchiardo al giovincello, giocavano a carte e bevevano finché le gambe reggevano, e anche oltre. Nel salone c'era una bellissima ed enorme stufa a ghisa sulla quale si arrostivano delle castagne e, vicino al bancone, la testa di un grosso cinghiale incombeva su chiunque si avvicinasse alla cassa, quasi stesse lì a far da monito. Quando entrammo la signora più anziana, che poi capimmo era la moglie del locandiere, diede subito ordini al marito di sistemarci ad un tavolo. Ci apparecchiarono vicino all'entrata e ci proposero subito dell'ottimo Lambrusco che accettammo volentieri al posto della birra. Dopo il primo giro tornò l'oste e ci chiese se volevamo, forse, assaggiare le castagne che avevano appena tolto dal fuoco insieme a del Prugnolino, un ottimo vino liquoroso e molto dolce che facevano di loro produzione...come dire di no? Era tutto buonissimo, fin troppo buono.
Quella sera riuscii appena ad annotare qualche impressione, impressioni filtrate dal buon Prugnolino e il cibo che faceva appena in tempo a toccare il tavolo. Il disegno che illustra questo episodio del nostro viaggio è una sorta di sintesi, l'insieme dei miei ricordi e di quei pochi e confusi segni tracciati quella sera.


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