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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

Appunti al margine

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Le bellezze dell' Agropontino hanno da sempre ispirato poeti, scrittori, letterati, ma soprattutto pittori, che partivano all'inseguimento del mito eterno della libertà. Forse è questo stesso bisogno che guida me anche oggi. In queste terre è ancora possibile sperimentare sensazioni di libertà e abbandono, di desolazione e meraviglia, di sconforto e appagamento; qui esiste un angolo, una fetta di natura primordiale e incontaminata (o quasi) ad un passo da casa. Il silenzio è sempre l'indiscusso protagonista di molti di questi luoghi. Edward Schurè, critico francese, definiva alcuni luoghi come "predestinati" edificati dalla natura stessa per rappresentare all'umanità alcune idee fondamentali. A me piace pensare che questa terra, così ricca di bellezze e di contraddizioni, possa servirci da specchio per ritrovare quanto abbiamo perduto. Di seguito alcune pagine del mio nuovo taccuino.

Sul margine

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Sul margine puoi decidere di stare bene, puoi ritagliarti la tua porzione di tramonto, di silenzio, di tranquillità, la tua dose personale di bellezza e nessuno verrà, nè vorrà disturbarti. Il margine accoglie tutti, specie quelli che vogliono dimenticare ed essere dimenticati. Sul margine puoi rimanere a terra e sfiorare l'acqua a portata di un passo, ma puoi anche decidere di rimanere esattamente dove sei, nel bel mezzo. Puoi restare immobile ad osservare l'acqua e la terra contendersi quel tuo spazio. Sul margine si decide della vita o della morte, si sceglie da che parte stare sul limite di un dirupo; oppure si rimane fermi, sempre in bilico, proprio su quel limite. Il margine è un istante che si dilata all'infinito.  Lago Monaci, Latina. 2016