Appunti al margine


Le bellezze dell' Agropontino hanno da sempre ispirato poeti, scrittori, letterati, ma soprattutto pittori, che partivano all'inseguimento del mito eterno della libertà. Forse è questo stesso bisogno che guida me anche oggi. In queste terre è ancora possibile sperimentare sensazioni di libertà e abbandono, di desolazione e meraviglia, di sconforto e appagamento; qui esiste un angolo, una fetta di natura primordiale e incontaminata (o quasi) ad un passo da casa. Il silenzio è sempre l'indiscusso protagonista di molti di questi luoghi. Edward Schurè, critico francese, definiva alcuni luoghi come "predestinati" edificati dalla natura stessa per rappresentare all'umanità alcune idee fondamentali. A me piace pensare che questa terra, così ricca di bellezze e di contraddizioni, possa servirci da specchio per ritrovare quanto abbiamo perduto.

Di seguito alcune pagine del mio nuovo taccuino.


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