disegni di un'estate rocchigiana


Nella piccola casetta a Roccagorga, finalmente, ritrovo la giusta calma e l'agognato silenzio per riprendere in mano matite e acquerelli. Prima di trasferirmi qui per l'estate, ho anche trovato il tempo di tagliare e rilegare dei vecchi fogli di carta vergellata che da tantissimo tempo giacevano inutilizzati dentro un cassetto. Questa volta non ho cucito le risme come faccio di solito, ma semplicemente incollato le pagine tra loro; un po' perchè volevo sbrigarmi, un po' perchè questo mi consentirà di poterli staccare più facilmente al bisogno.

Nel vecchio borghetto si riposa bene e si gode di un bel fresco, nonostante il caldo di questa estate. I miei sonni sono davvero ristoratori, c'è un silenzio che sembravo aver dimenticato. La mattina riesco a svegliarmi sempre prestissimo e, mentre tutti dormono ancora, mi faccio un bel caffè ed inizio a disegnare. Quando mia figlia e mio marito si svegliano, ho già riempito molte pagine del mio taccuino e, magari, letto anche qualcosa. Nel frattempo si è cotto anche il pane che di solito metto a lievitare la sera per poi cuocerlo la mattina, quindi la casa è colma di buoni profumi.
Tra i miei soggetti preferiti, in questi giorni vince il primo premio la finestrella verde di questa casa disabitata che affaccia sul vicolo.






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