Trecce di donna

«Mamma, mi  racconti una storia?»
«Quale vuoi sentire?»

Tutte le sere racconto a mia figlia delle storie, le stesse che mia madre e mia nonna raccontavano a me. Negli anni, a quelle della mia tradizione famigliare, si sono intrecciate altre storie, quelle di altre donne, di altre persone, di luoghi vicini e lontani, di oggi e di ieri. Che siano fatti realmente accaduti o meno non ha alcuna importanza. A rendere vere queste storie sono le persone che le hanno custodite perché potessero sopravvivere nel tempo ed essere tramandate da madre in figlia, da nonna a nipote, da sorella a sorella, da donna a donna. Un patrimonio il cui destino viene affidato a chi ascolta.
Con il trascorrere del tempo i racconti diventano come le perle di una collana, ed il filo che li tiene insieme è tessuto dalle nostre vite che si intrecciano. Sono vestiti che diventano pelle e prendono la forma della nostra memoria.

Ho deciso di cominciare, dopo anni di ascolti e di "cunti",  un lavoro di trascrizione. Non ho idea di che piega prenderà tutto questo, né quanto ci vorrà o cosa ne farò del materiale raccolto; al momento mi diletta, e tanto mi basta. Di seguito un'anteprima delle prime pagine del nuovo taccuino...


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