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I laboratori tenuti finora hanno portato me e gli allievi a riflettere sul valore sociale, umano e, talvolta, terapeutico dell’arte. Questi aspetti sono emersi dopo una riflessione scaturita dalla dimensione “partecipata” che il fare e l’apprendere l’arte assumono all’interno dei laboratori. Le tecniche base vengono insegnate, certamente, ma solo come pretesto attraverso il quale l’individuo si riscopre e rende possibile la realizzazione del proprio benessere e lo fa imparando a condividere con altre persone queste nuove scoperte.

Ho osservato e misurato negli anni, spesso con grandi sorprese, l’impatto estremamente positivo dell’arte sulla nostra vita quotidiana, come momento di condivisione e riqualificazione del tempo libero, oggi dominato da elementi e apparati che sviliscono le capacità personali e le qualità affettive degli individui.

Nel laboratorio lavoro insieme agli allievi ed entrambi veniamo trasformati da tale dimensione. Impariamo a riappropriarci di alcune funzioni che la società tiene sopite.

Penso che l’arte sia un continuo processo di scoperta ed educazione al “bello”, da apprendere e condividere. Bisogna, dunque, recuperare la passione e gli ideali che soggiacciono al processo di produzione di un’opera. Solo così l’arte sarà capace di rieducare e riqualificare una persona.

Questi gli obiettivi dei miei laboratori."

Clelia L.G.

Cosa fa un maestro d’arte? Educare, dal latino educĕre,”trarre fuori”: il maestro d’arte aiuta, sostiene, fornisce gli strumenti utili a facilitare questo processo.


Clelia La Gioia, maestra d’arte, atelierista, tecnico RBT.

Formazione continua: tecniche e sviluppo del segno, arte come terapia, pedagogia e didattica dell’arte, Reggio Children Approach



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